Marco Bastianelli

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Mario Ortolani

M. Ortolani - La Follia - olio su tela 70x70cm - 2011

La Follia - 2011 - olio su tela, 70x70 cm.

Sono praticamente cresciuto con gli “omini” di Mario Ortolani. Da bambino li osservavo intenti nelle loro occupazioni, mentre compiono gesti da fanciulli dentro paesaggi solari o calpestando soffici nevi. È distensivo fantasticare su queste piccole figure senza volto che cavalcano lumache giganti per viaggi di un’improbabile lentezza o suonano trombe dorate come spighe di grano. Pare di sentirli gli odori delle cantine profumate di salumi e vino e mi chiedo come possano coltivare angurie tanto grandi da dormirci dentro. Ma non è al bambino che Ortolani si rivolge, perché la fantasia non basta per comprendere la profondità dei suoi racconti. Si resta colpiti, certo, dai colori, dai paesaggi e dalle mille stranezze, ma questi quadri non sono mai come sembrano: gli “omini” sono tutti senza volto, forse per sottolineare che il loro è un destino comune; vivono in case scure, quasi fossero non-luoghi o buchi neri che paiono ingoiare il colore intorno e, con esso, quell’ottimismo del primo impatto. Negli attacchi dei topi o di altre terribili bestie si cela la minaccia di una vita difficile, di un gioco di carte dall’esito incerto. Le storie di quei piccoli omini alle prese con un mondo gigante, insomma, sono le nostre stesse storie, rilette dall’artista per dirci che le occupazioni quotidiane divengono a volte immani fatiche, di cui solo a sprazzi si comprende il senso. Ortolani ci vuole dunque suggerire che l’ottimismo e l’ingenuità del bambino vanno riguadagnate. È ad esempio nelle piogge miracolose o nelle scalate verso il cielo che si intravede la presenza di una dimensione più alta, di un prolungamento di quelle vicende oltre il senso immediato. E ci sono dappertutto simboli, rimandi e allusioni, segni di un intreccio che gli occhi non bastano a vedere. Ora che sono adulto, perciò, la fantasia del bambino contempla quei quadri come specchio della condizione umana, alla luce delle domande e degli interrogativi che anche noi, piccoli “omini” d’oggi, non possiamo non porci.

 

Mario Ortolani

Nato a Roma, vive e lavora tra Perugia e Città della Pieve. Negli anni '80 ha esposto negli Stati Uniti e, successivamente, ha ottenuto importanti riconoscimenti in Italia e all'estero. La sua opera "La nave dei pazzi" è stata esposta nel 2009 alla mostra "Arte, Genio, Follia", curata da V. Sgarbi, accanto a capolavori di Bosch, Van Gogh, Munch, Ligabue ecc.

www.marioortolani.com