"Arte
e società": intervista
a Ceccobelli apparsa su Cosmopolis, IV.2/2009.
L’economia della Grazia è fondata su un capitale spirituale e, come tale, esclude le logiche del mercato e del guadagno materiale. È l’esatto opposto del plusvalore e dello spreco, perché il capitale di grazia aumenta quando è donato e la conoscenza di se stessi, la conversione, è condizione per riceverne ancora. Specularmente, la mancata conoscenza di sé è un «indebitarsi di insensatezza», un consumo «senza senso, per non morire di noia».
Quando l’arte non si ferma all’espressione, ma
si fa carico anche del senso e della visione del mondo, allora
l’artista produce opere che vanno lette e libri che vanno ammirati
come poesie visive. Essi contengono simboli e visioni, operano come
riti iniziatici e conducono il lettore-spettatore a una conversione
nella bellezza.
Gratiaplena. Economia della grazia
è la “pitto-scrittura” di un grande artista contemporaneo.
Attraverso penetranti indagini sulla condizione umana e sul
significato profondo dell’esperienza di fede, Ceccobelli restituisce
all’arte una capacità d’azione spirituale e sociale. Prospetta un
mondo liberato dalle logiche del mercato e del capitale, una società
in cui la pratica estetica sostituisca la politica e l’economia del denaro lasci il posto
alla logica sovrabbondante del dono.
Indice:
La società della grazia di Bruno Ceccobelli
(di Marco Bastianelli),
Introduzione: Stato di Grazia

Gratiaplena, 2008 - t.m. su tavola - 50,5x40x6 cm